Con grande riconoscenza diamo il benvenuto a Elena CAMO, artista poliedrica che sta raccogliendo ampi consensi sulle piattaforme digitali e non solo. Recentemente impegnata nella promozione del lavoro “Quando”, pubblichiamo con estremo interesse l’intervista a Elena CAMO, grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! Apprenderemo curiosità, vizi e virtù della musica e della vita, Elena CAMO si narrerà con quelle che sono le collaborazioni, le esperienze, e i progetti futuri. Tuffiamoci in questo mondo speciale e diamo un caloroso benvenuto a Elena CAMO!

Com’è nata tua la passione per la musica?

La mia passione per la musica nasce fin dall’infanzia. Ho sempre sentito un legame fortissimo con il canto e con la scrittura musicale. Col tempo quella che era una semplice passione è diventata un percorso artistico vero e proprio, fatto di studio, ricerca e voglia di comunicare emozioni autentiche e quotidianità”

Cosa significa e com’è nato il nome Elena CAMO e il suo personaggio, il suo sound?

“Il nome Elena Camo direi che è semplicemente un’ abbreviazione del mio cognome. Un nome riconoscibile ed autentico. Volevo qualcosa che mi rappresentasse davvero: essenziale, forte e con un’identità precisa. Il progetto artistico è cresciuto insieme a me, senza maschere costruite. Anche il mio sound segue questa linea: un mix di emozione, energia e sonorità moderne pop e classiche che raccontano quello che vivo e quello che sento.”

Da un incontro o da uno scontro, tutto può essere ispirazione. Com’è nato il lavoro “Quando”?

“Quando” nasce da qualcosa di molto fragile e vero: da tutte quelle parole che spesso non riusciamo a dire nel momento giusto. Il brano racconta un rapporto sospeso, fatto di attese, silenzi e paure, dove l’amore c’è ma viene trattenuto quasi per difesa.
Ho voluto trasformare quella sensazione di vulnerabilità in una canzone molto intima, quasi come una confessione notturna. Nel testo c’è il timore di sembrare “patetici” mostrando le proprie emozioni, ma anche il desiderio fortissimo di essere capiti davvero.
“Quando” parla proprio di quel tempo emotivo che tutti aspettiamo: il momento giusto per lasciarsi andare, per dire “ti amo”, per smettere di proteggersi. È una canzone nata probabilmente più da uno scontro interiore che da un evento preciso, e forse è proprio questo che la rende così universale e vicina a chi ascolta.

Si sa che un’immagine vale più di mille parole, ma le note non sono da meno! Il lavoro è stato valorizzato da una clip?

Sì, il videoclip di “Quando” è stato pensato proprio come un’estensione emotiva del brano. Nel video, attraverso diversi ascensori ed entro in varie camere d’hotel, quasi come se stesse entrando nelle vite e nelle relazioni degli altri. Ogni stanza racconta un frammento diverso dell’amore: ci sono coppie felici, altre che litigano, altre ancora che sembrano vicine ma in realtà riescono solo a parlarsi senza davvero comprendersi.
L’hotel diventa così una metafora dei rapporti umani, dei momenti che passano e delle emozioni che spesso restano sospese, proprio come accade nel testo della canzone. Il continuo salire e scendere degli ascensori richiama anche l’instabilità emotiva raccontata in “Quando”: il desiderio di lasciarsi andare, la paura di esporsi e quel senso di attesa che attraversa tutto il brano.
La clip non vuole dare risposte precise, ma accompagnare lo spettatore dentro atmosfere molto intime e riconoscibili, dove ognuno può ritrovare una parte di sé.

E l’album da cui è estratto? Oppure è in cantiere un album che lo conterrà? In salita o in discesa. I percorsi artistici si sviluppano sempre tra mille peripezie, vuoi raccontarcele?

“Quando” è un brano estratto dall’Album, in uscita a settembre. Tracce inedite, alcune biografiche, altre invece che raccontano la quotidianità, vicende che possono capitare, sensazioni ed emozioni. In ogni canzone c’è ricercatezza di sonorità uniche e che mi rappresentano fino in fondo.

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la tua arte?

I temi centrali sono spesso la fragilità, i rapporti umani, il tempo, le parole non dette e tutte quelle emozioni che normalmente tendiamo a nascondere per paura di sembrare troppo vulnerabili.
L’obiettivo non è dare risposte assolute, ma creare uno spazio in cui chi ascolta possa riconoscersi. Canzoni come “Quando” nascono proprio da questo bisogno: trasformare esperienze personali in qualcosa di universale, capace di parlare anche agli altri.
Nella sua arte c’è anche il desiderio di restituire autenticità. In un momento in cui tutto corre molto velocemente, Elena cerca di fermarsi sulle emozioni vere, anche quelle più scomode o malinconiche, perché spesso sono proprio quelle che ci uniscono di più come persone.

Parliamo delle tue pregiate esperienze di pubblicazioni, live, concerti o concorsi? Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?

Nel mio percorso artistico ogni esperienza, dalle pubblicazioni ai live, fino ai concorsi, ha rappresentato un’occasione di crescita sia umana che musicale. Il palco, in particolare, resta uno degli aspetti più importanti, perché permette di creare un contatto diretto e sincero con le persone: ogni concerto diventa uno scambio di emozioni, sempre diverso.

Anche le esperienze nei concorsi e nei contesti musicali più competitivi hanno avuto un valore importante, perché insegnano a mettersi in discussione, a trovare la propria identità artistica e a credere ancora di più nel proprio modo di comunicare. Ogni tappa, anche le più difficili, contribuisce a costruire consapevolezza e maturità artistica.

Per quanto riguarda la scena musicale italiana, oggi è sicuramente molto ricca e variegata. C’è grande libertà di sperimentazione e tanti artisti stanno trovando linguaggi nuovi e personali. Allo stesso tempo, però, spesso si rischia di dare più spazio alla velocità e ai numeri che alla profondità dei contenuti.
Forse quello che si potrebbe migliorare è proprio l’attenzione verso la ricerca artistica e verso gli artisti emergenti, lasciando più spazio a progetti autentici che abbiano qualcosa da raccontare davvero, senza l’obbligo di inseguire continuamente le tendenze del momento.

Oltre al lavoro in promozione quale altro brano ci consigli di ascoltare? Quali sono i tuoi programmi futuri?

Vi consiglierei di andare sulla mia pagina di Spotify e scegliere il brano che più vi piace; oppure sul mio canale Youtube per vederne anche il video. Ogni brano è parte di me per cui non sarei obbiettiva a dire cosa ascoltare. Per quanto riguarda i miei programmi futuri vi invito a seguirmi sui miei canali social per rimanere sempre aggiornati, in vista del mio nuovo singolo che uscirà a giugno ed del mio album che uscirà a settembre. Inoltre è previsto già un tour live nei vari teatri nella stagione autunno- inverno; seguitemi per venirmi a vedere.

Di master