Incontriamo SABBA artista che colpisce nel centro, vita e curiosità partendo da COMETE

Incontriamo SABBA artista che colpisce nel centro, vita e curiosità partendo da COMETE

Gennaio 16, 2022 0 Di master

Diamo oggi il benvenuto a SABBA, artista poliedrico che ci vizia e seduce con la sua arte. Recentemente impegnato nella promozione del lavoro COMETE, pubblichiamo con gratitudine l’intervista a SABBA, grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! Apprenderemo curiosità, vizi e virtù della musica e della vita, SABBA si confiderà con noi con quelle che sono le collaborazioni, tra le più importanti come quelle con Safe&Sound, le esperienze, come NYCANTA,Rai Italia,The Winner Is,XFactor Romania e i progetti futuri. Andiamo a capofitto a fondo e diamo un caloroso benvenuto a SABBA!

Com’è nata tua la passione per la musica?

 

Facevo il ballerino, ero iscritto alla Federazione Italiana Danza Sportiva e quando ballavo nelle finali delle competizioni regionali, nazionali ed internazionali, canticchiavo le meravigliose melodie di quel mondo già un po’ vintage, retro, al quale mi sono affezionato sia visivamente che musicalmente. Mio padre da ragazzo aveva una sua band, amava The Showmen, Fred Bongusto, Battisti, Elton John, inutile dire che molto di tutto ciò che ho nel DNA viene da lì.

Cosa significa e com’è nato il nome SABBA? E il suo sound?

 

Il nome d’arte nasce come uno sfottò al liceo, ero ragazzino. Incontrai Franco Del Prete (batterista The Showmen, batterista e autore per Napoli Centrale, e tanti altri) col quale cominciai a collaborare prima come cantante, poi come chitarrista ritmico e co-compositore. Mi disse che avevo bisogno di un nome d’arte, gli dissi che gli amici mi prendevano in giro chiamandomi “Sabba” (deriva da un episodio goliardico d’infanzia). Gli piacque tantissimo, mi disse che sarebbe diventata la mia rivincita. Aveva ragione, così è stato. Il sound invece deriva da un amore smodato per il blues, motivo per il quale ho cominciato a far musica (scoprii BB King, SRVaughan, poi Hendrix, Clapton, Ray Charles e tanti altri, e da lì decisi di smettere con la danza e cominciare a suonare), poi per il cantautorato italiano. Poi, per tutti quegli artisti che negli anni della mia crescita hanno saputo fare dell’ibrido (il mix di vari generi ed influenze musicali più disparate) una religione. Lo dico sempre: non mettetemi etichette, scapperei. Dunque alla domanda: che genere fai? Rispondo: non lo so e non lo voglio sapere.

A volte l’ispirazione ti coglie quando meno te l’aspetti. È stato così anche per “COMETE”, il tuo nuovo singolo, oppure l’hai soltanto interpretato?

 

Nasce da un periodo in cui ho smesso di scrivere e comporre esclusivamente in solitaria e ho deciso di aprirmi alle collaborazioni (molte canzoni sono nate dalla collaborazione con Joe Romano, Ciro Tuzzi degli EPO, la mia collega di DADP HER, Max Gaudio e tanti altri). In questo caso l’idea era di Mauro Spenillo e Luigi Sica, l’arrangiamento di Ciro Barbato e la collaborazione di tantissimi grandi musicisti campani, tra cui Daniele Sepe, con cui ho collaborato orgogliosamente diverse volte.


Si sa che un’immagine vale più di mille parole, ma le note non sono da meno! Il lavoro è stato valorizzato da una clip?

 

Uscirà nel 2022. Diversamente dalle precedenti uscite, questa volta ho voluto dare priorità al brano per qualche tempo.


È prevista l’uscita di un disco?


Ci ho pensato spesso. Avendo molti brani nel cassetto, ti viene naturale pensare di mettere tutto insieme e uscire con una fotografia di un periodo musicale. Ma in quest’epoca dove tutto scorre così velocemente, anche le idee cambiano alla velocità della luce. Il mio prossimo obiettivo e inondare i miei fan di singoli.

 

Parliamo delle tue principali esperienze tra pubblicazioni, concerti o concorsi… ad esempio parlaci di NYCANTA, All Together Now, The Winner Is e XFactor Romania?

New York Canta è stata l’occasione per presentare “Comete” al pubblico prima dell’uscita, in esclusiva al Blue Note di Milano, davanti a un parterre di artisti incredibili, tra cui Fausto Leali con cui avevo già duettato a Canale 5 e che mi ha fatto davvero tanti complimenti per il brano. Di questo sono orgoglioso. All Together Now l’ho vista come una sorta di “promozione” da vincitore di un talent (The Winner is era sempre su Canale 5) a giudice in una nuova produzuone Mediaset. E’ stata l’occasione per mitigare per qualche tempo la mia malinconia congenita e godermi un po’ di leggerezza insieme ai colleghi del Muro degli Esperti, pur tenendo fede ai miei ideali e alla responsabilità di un giudice che vota per 100.000 euro, premio raddoppiato rispetto alle edizioni precedenti. The Winner is è stata la mia rinascita, perché venivo da un periodo buio e avevo subito il furto degli strumenti nel mio project studio, perciò avevo addirittura pensato di smettere. Sono rinato, grazie agli endorsment di Gerry Scotti, di Mara Maionchi, Alfonso Signorini e tutta la gente da casa che mi sosteneva. X Factor Romania è nata per gioco. Alla primissima audizione ci ritroviamo virali, in trending su Youtube e addirittura “mondiali” grazie al repost di XFactor Global della nostra versione di “Caruso”. Il miracolo è stato compiuto quando siamo stati nella prestigiosa Sala Palatului è siamo andati soldout al nostro primo concerto insieme all’estero.


Quali sono le tue influenze artistiche?

 

Il blues, il cantautorato italiano, il rock, in qualche caso l’hard rock.

Ma in verità potrei non finire mai, diciamoci la verità, c’è un sacco di musica bella ancora oggi in giro, tutto sta nel saperla riconoscere e nel sapersi lasciar ispirare.


E le tue principali collaborazioni musicali passate o anche che ti piacerebbe avviare?

 

Beh, duettare con Fausto Leali, condividere il palco con Aurelio Fierro (Notre Dame de Paris), Greg Rega (vincitore All Together now) e Francesco Boccia (autore di Grande Amore de Il Volo) sono già delle grandi soddisfazioni. Se dovessi pensare al futuro, sognando in grande, mi piacerebbe duettare con Rag’n’Bone Man, Gregory Porter, Elton John. Ma i sogni sono sogni e restano tali.


Che tipo di contenuti vuoi trasmettere attraverso la tua arte?

Non ho pretese. Racconto le mie verità a modo mio. Cerco di essere vero nelle emozioni più malinconiche, e qui mi viene in mente sempre Tenco che alla domanda sul perché scrivesse sempre canzoni tristi rispondeva che quando era felice usciva. Non bado più tanto ad arrivare a chissà quale massa, mi sono accettato per quello che sono oggi e soprattutto ho accettato di volermi sentire libero di cambiare in quanto artista libero. Perciò è quello che farò: seguirò il mio istinto e chi mi ama mi seguirà. Non voglio schemi, obblighi o costrizioni. La musica è la mia terapia, è necessario che sia libera e sincera.

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?

 

C’è tanta roba interessantissima ma passano sempre le stesse cose. Credo che ci sia troppa “plastica” e troppa roba scritta e pensata a tavolino. Quando parli con gli addetti ai lavori ormai manco le ascoltano le cose. Il ritornello non arriva dopo 30 secondi? L’intro è troppo lungo? Non funziona, mi dispiace. Credo che ci sia tanta povertà, e questo è un grosso problema perché non avere la libertà di ascoltare senza pregiudizi, in un mondo in gabbia che corre senza sapere nemmeno in che direzione stia andando, ci rende schiavi delle regole. La musica non può e non deve seguire sempre e per forza delle regole. Cosa cambierei? La ripartizione iniqua dei compensi troppo a pannaggio dei grandi e troppo a discredito dei più piccoli.

Oltre al lavoro in promozione quale altro tuo brano ci consigli di ascoltare?

Per sapere di più di me, “Borderline” e “Standby”. Per trovare una luce in fondo al tunnel, “Loop”. Per godersi qualche minuto di leggerezza e groove, “Tutto e Subito”.

Come stai vivendo da artista e persona questo periodo legato al Covid-19?

 

Ci sono stati momenti bui, dai quali sono nati due singoli, prima “Borderline”, poi “Loop”. Ma ora bene. Ho reagito velocemente. D’altronde, la selezione naturale vuole che il primo requisito per la sopravvivenza sia proprio la capacità di adattamento. Sono uno che si adatta prontamente ai contesti nuovi.

Quali sono i programmi futuri di Sabba?

 

A dicembre ci sono state parecchie partecipazioni televisive, da solista ma soprattutto con TheSuper4, in Italia e all’estero. Nel 2022, come dicevo, è prevista una bombardata di singoli in uscita senza sosta.