Hera, cantautrice e nuovo mito della musica italiana

Hera, cantautrice e nuovo mito della musica italiana

Marzo 25, 2021 0 Di master

Diamo oggi il benvenuto a Hera, artista poliedrico che sta raccogliendo consensi crescenti nel pubblico italiano. Recentemente impegnato nella promozione del lavoro Il duca bianco, condividiamo con piacere l’intervista a Hera, grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! Affronteremo perciò aspetti musicali e di vita, Hera si aprirà a noi con quelle che sono le esperienze, come con Marco Canigiula, Skywalker, le collaborazioni , e i progetti futuri. Ma largo ai convenevoli, diamo un caloroso benvenuto a Hera!


Com’è nata la passione per la musica?

La mia passione per la musica è iniziata quando ero davvero piccolissima. Ricordo lunghe passeggiate mano nella mano con mio nonno materno, insieme canticchiavamo di tutto… era un vero Jukebox, ma quelle che amavo di più erano le canzoni di Lucio Battisti. Quando ero a casa, invece, ogni oggetto diventava un potenziale microfono e ogni stanza un palcoscenico nuovo dove poter interagire con un fedelissimo pubblico!

Cosa significa e com’è nato il nome HERA e il suo personaggio, il suo sound?

Il progetto Hera nasce nel 2016, durante uno dei miei viaggi in Inghilterra. Mi trovavo nella contea di Norfolk, citata da David Bowie nel testo di “Life on Mars”, quando trovai l’ispirazione. Passeggiavo per le strade della cittadina di Norwich e il nome attraversò come un lampo la mia mente. Sono appassionata di mitologia e della sua connessione con l’universo musicale, per cui ho subito colto quel suggerimento come un segnale e da allora ad oggi non ho mai avuto alcun ripensamento.
Per quanto riguarda il sound, invece, diciamo che non amo inseguire logiche di mercato. Il progetto è un’autoproduzione, investo personalmente nei miei lavori, questo implica di volere un risultato sempre in linea con la mia idea di comunicazione.

Come è stato concepito il lavoro IL DUCA BIANCO?

Il Duca Bianco è nato in una fredda mattinata invernale, precisamente nel periodo natalizio. È stato tutto molto naturale, sono entrata in studio e con il Producer Skywalker abbiamo iniziato a lavorare su groove e armonie. . . qualche minuto dopo, insieme a Marco Canigiula, il testo si è fatto strada da solo e senza che ce ne rendessimo conto avevamo buttato giù la traccia dell’intera canzone. Alla fine della sessione il sound e la melodia erano già un tormentone che si agitava prepotentemente nelle nostre orecchie, eravamo veramente “su di giri”!

E com’è nato il suo videoclip?

Per il videoclip desideravo qualcosa che potesse rafforzare ancora di più il messaggio contenuto nel testo del brano. Amo l’idea di fondere diversi linguaggi e credo che la comunicazione visiva abbia un immenso potere! Quando mi sono confrontata con Veronica Amorosi e Marco Giorgi, rispettivamente D.O.P e Director del clip, abbiamo lavorato su un paio di elementi fondamentali. La contrapposizione tra mondo reale ed onirico e la presenza di tre rose di colore differente a simboleggiare i momenti chiave dell’evoluzione di questa storia divisa tra ossessioni e passione.

E l’album da cui è estratto? Oppure è in cantiere un album che lo conterrà?

È in cantiere un EP che uscirà il prossimo autunno. In questa fase della mia attività artistica mi sto dedicando completamente alla composizione di materiale originale. Finalmente dopo un lungo lavoro di ricerca ho trovato un equilibrio tra ragione e passione, testi e musica. Mi sento come un fiume in piena e spero di non fermare la mia corsa.

Com’è stato il percorso dall’esordio ad oggi?

In due parole: intenso e tortuoso. Intenso perché nonostante le difficoltà la dedizione e passione non mi hanno mai abbandonata e tortuoso, invece, perché tutte le destinazioni ambiziose prevedono un viaggio che non corrisponde mai ad una linea retta.

Quali sono le influenze artistiche?

Mi piace definirmi “melting pot”, un calderone di influenze musicali radicalmente diverse tra loro. Bowie, Queen, Sting, Pentatonix, Dalla, Battisti, Pink Floyd, Daft Punk, Joplin, Skin sono solo alcuni degli artisti che amo. Ascolto di tutto, a partire dalla musica pop, rock, sino alla dance e l’elettronica. Impazzisco per le armonie vocali, adoro la commistione tra sonorità classiche e moderne… posso dire di avere un animo vintage che trova la sua massima espressione attraverso il linguaggio moderno.

Quali sono le collaborazioni musicali?

Le collaborazioni musicali rispecchiano esattamente i miei gusti. Ho avuto il piacere di collaborare con numerosi musicisti provenienti da mondi radicalmente diversi tra loro, ma con una costante, la passione per il proprio lavoro. Per citarne qualcuno: Emiliano Begni, pianista di Rossana Casale, Gianluca Pica fisarmonicista per Renzo Arbore, Luigi Mattacchione, armonica cromatica per Ennio Morricone, insomma… sono molto orgogliosa di queste collaborazioni, mi hanno profondamente arricchita.

E la collaborazione/i con Gianluca Pica, Skywalker, Marco Canigiula nel lavoro in promozione?

Un’esplosione di contaminazioni! La collaborazione con Marco Canigiula e Skywaker è iniziata lo scorso settembre ed è proprio con loro che ho trovato un bellissimo equilibrio musicale. Gianluca, invece, è un collega che stimo e conosco da diverso tempo. Senza il prezioso contributo della sua fisarmonica “Il duca bianco” non avrebbe avuto lo stesso magnetismo.


Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la musica?

Speranza, fiducia, forza e resilienza


Parliamo delle pregiate esperienze di live, concerti e concorsi?

Sono molto fortunata perché il lavoro mi ha permesso di unire la passione per la musica al desiderio di confrontarmi con nuove culture. Si sono presentate diverse occasioni importanti all’estero, ho avuto il piacere di poter cantare più di una volta presso la New York Public Library della “Grande Mela”, nei locali di Zurigo, ho girato diversi videoclip a Londra, insomma non credo di conoscere la parola noia!
In Italia, invece, ho affiancato artisti, aperto spettacoli teatrali, comici, ricevuto premi da nomi importanti del nostro panorama musicale come Mariella Nava, Joe Amoroso e tirando le somme posso dire di essere soddisfatta, ma fortunatamente la voglia di fare di più e andare avanti non mi abbandona mai!

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?

Intravedo una luce, lo pensavo proprio negli ultimi giorni.Nonostante siamo molto ancorati alla tradizione, vedo una possibilità di evoluzione verso una dimensione più internazionale. C’è molto fermento nel mondo della musica underground e spero avrete presto modo di scoprire tutti i validi artisti che ne fanno parte.

Oltre al lavoro in promozione quale altro brano ci consigliate di ascoltare?

Escape Room, uscito lo scorso dicembre. Stessa produzione, ma sound differente! Il brano racconta di una persona alla continua ricerca di stessa e di una stabilità emotiva che tarda ad arrivare. Un’anima ferita nel pieno della lotta contro le proprie consuetudini che viene travolta dal caos degli eventi esistenziali!

Come stai vivendo da artista e persona questo periodo del covid-19?

È un periodo storico delicato per tutti, personalmente cerco di andare avanti pensando al futuro con fiducia. Non è facile trovare la giusta lucidità in momenti come questo, siamo fragili, messi a dura prova, privati della “normalità” da diverso tempo oramai… Nel quotidiano cerco di respirare profondamente, soprattutto nei momenti di maggiore sconforto, mi concedo qualche lacrima, provo a godere della bellezza che mi circonda (musica, arte, collaborazioni, ecc.) e scrivo, scrivo molto per lasciare una traccia di tutto ciò che provo sulla mia pelle e che i miei occhi leggono nel mondo.

Quali sono i programmi futuri?

Sto lavorando al mio EP di brani originali che uscirà il prossimo autunno! Per il resto vi invito a seguirmi sul sito www.herasinger.com  e su tutti i miei canali social dove potrete trovare tutte le new in tempo reale, sentirete parlare di me ancora per un po’!