Un caffè con BeaMakk tutto sulla sua vita e su “E adesso”

Straordinaria e interessante intervista oggi a BeaMakk, artista poliedrica che raccoglie consensi a go-go. Recentemente impegnata nella promozione del lavoro “E adesso”, pubblichiamo con estremo interesse l’intervista a BeaMakk, grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! Leggeremo di più sulla vita musicale e artistica, BeaMakk si aprirà a noi con quelle che sono le collaborazioni, le esperienze, e i progetti futuri. Tuffiamoci in questo mondo speciale e diamo un caloroso benvenuto a BeaMakk!

Com’è nata la tua passione per la musica?
Canticchiando in giro per casa mi sono resa conto che poteva esserci del potenziale e ho preso lezioni di canto. Poi la musica è diventata parte di me e non ho più voluto farne a meno.

Usa tre aggettivi (e perché) per descrivere “BeaMakk” e il suo personaggio.
Fiammerina, perché mi accendo spesso e in fretta, prendo le cose con molto pathos e mi lascio prendere dalle emozioni. Emotiva e caparbia: sono testarda come un mulo ahaha! Se ho un obiettivo, faccio di tutto per raggiungerlo.

Come è stato concepito il lavoro “E adesso”?
Il pezzo mi è stato dato da Massimo Calabrese, dal repertorio di Piero Calabrese. È un pezzo che Piero aveva scritto e che Massimo ha deciso di darmi. Mi sono sentita molto onorata.

E com’è nato il suo videoclip?
Volevo creare un contrasto tra prima e dopo. Tra l’essere dentro una relazione ed essere felici e poi ritrovarsi di nuovo soli a continuare il proprio viaggio.

Il lavoro fa parte di una serie di uscite che culminerà in un disco?
Sicuramente l’intenzione di fare un disco c’è, ma per ora continuiamo con una serie di singoli.

Studi, gavetta, sudore e soddisfazioni… vogliamo conoscere la tua storia, tutto il tuo percorso!
Ho iniziato a recitare a sei anni, a cantare a 13/14 e ho scritto la prima canzone a 15 anni, dopo aver visto un concerto di Ultimo al Forum di Assago. Ho fatto davvero tante cose ahaha! Dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano all’International Cinema Academy di Milano, dalla conduzione di un mio programma a Ciao Como Radio dai 14 ai 18 anni fino a laurearmi alla IULM di Milano nell’estate 2026 in Arti ed Eventi Culturali. Ho collaborato con tantissimi brand, tra i quali Prime Video, McDonald’s, Stroili Oro, Netflix e tanti altri. Ora ho appena finito di girare un film con Rolando Ravello, ma dovremmo farci una chiacchierata di almeno mezz’ora per raccontarvi tutto nei dettagli ahaha! Se i lettori vogliono conoscermi meglio, li invito a seguirmi sui social, mi chiamo “beamakk”, così da rimanere aggiornati su tutte le avventure di Bea!

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la tua arte?
Voglio trasmettere forza, positività, grinta e fiducia in sé stessi e in ciò che si sa fare.

Parliamo delle tue pregiate esperienze di pubblicazioni, live, concerti o concorsi?
L’anno scorso ho avuto modo di esibirmi sul palco del Teatro Ariston di Sanremo, al Rimini in Musica, al Moodna Park e su altri palchi tra Ferrara, Modena e Maranello. Esperienze di formazione, più che altro. Sto crescendo molto anche sui palchi: sento che il modo in cui mi muovo e la mia relazione con il pubblico migliorano sempre di più.

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?
Penso che ci vorrebbe più cuore, più musica vera, gente che canta senza strumenti come l’autotune. Se si vuole fare i cantanti, perlomeno penso che si dovrebbe saper cantare, no? Ahaha! Poi sono la prima che a volte ascolta artisti che si avvalgono di questi strumenti, perché apprezzo i testi delle loro canzoni che, a parer mio, sono ciò che più conta. Quello che dici alla gente, ciò che trasmetti, perché ogni artista ha una responsabilità nei confronti del pubblico. Ci sono giovani, adulti e anziani. Parliamo a tutti e di conseguenza credo sia giusto parlare con consapevolezza. Io non apprezzo i testi troppo volgari e privi di significato. Più che cambiare qualcosa, inietterei più talento e belle parole.

Oltre al lavoro in promozione, quale altro brano ci consigli di ascoltare?
Sono tanto legata a “C’è un po’ d’odio per te”. È un pezzo che ho scritto tutto di getto per un rapporto complicato e doloroso che ho avuto. Credo che molte persone possano ritrovarsi in queste parole e poi ha un ritmo che spacca!

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?
Sono un po’ scaramantica, perciò dico solo che sogno grossi progetti cinematografici e grandi palchi sui quali esibirmi.

Di master