“IFYKYK (If You Know, You Know)” e altre storie, raccontate direttamente da Cojaboy

Straordinaria intervista oggi a Cojaboy , artista poliedrico che sta raccogliendo ampi consensi sulle piattaforme digitali e non solo. Recentemente impegnato nella promozione del lavoro “IFYKYK (If You Know, You Know)”, condividiamo con piacere l’intervista a Cojaboy , grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! Affronteremo perciò aspetti musicali e di vita, Cojaboy si narrerà con quelle che sono le collaborazioni, le esperienze, e i progetti futuri. Tuffiamoci in questo mondo speciale e diamo un caloroso benvenuto a Cojaboy !

Com’è nata la tua passione per la musica?

La musica fa parte della mia vita praticamente da sempre. Ho iniziato a studiare violino a cinque anni, canto lirico a otto e pianoforte a dodici. Sono cresciuto nel mondo della musica classica, vivendo esperienze straordinarie anche accanto ad artisti come Andrea Bocelli e José Carreras. Successivamente mi sono avvicinato alla musica elettronica, scoprendo un modo completamente nuovo di esprimermi.

Com’è nato COJABOY, il suo personaggio e il suo sound?

COJABOY nasce dalla volontà di costruire un’identità artistica personale, libera dalle convenzioni della mia formazione classica. Non lo considero un personaggio, ma un’estensione di me stesso. Il mio sound si muove tra Tech House e Minimal Deep-Tech, con una grande attenzione al groove, alla ricerca sonora e all’energia del dancefloor.

Da un incontro o da uno scontro, tutto può essere ispirazione. Com’è nato “IYKYK (If You Know, You Know)”?

IYKYK nasce da un concetto molto semplice: certe sensazioni non hanno bisogno di spiegazioni. Volevo creare una traccia essenziale, ipnotica e coinvolgente, capace di trasmettere quell’energia particolare che si vive nei club. È un brano pensato per chi ama davvero la cultura underground. Come suggerisce il titolo: if you know, you know.

Il lavoro sarà contenuto in un EP o album?

Per il momento preferisco concentrarmi sulla pubblicazione di singoli, dando a ogni produzione una propria identità. Sto lavorando a nuova musica e non escludo in futuro un progetto discografico più ampio, ma voglio che nasca in maniera naturale e con una direzione artistica precisa.

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la tua arte?

Libertà, emozione e connessione. Credo che la musica elettronica abbia una capacità straordinaria: unire persone completamente diverse attraverso un linguaggio universale. Voglio creare esperienze che rimangano impresse, anche quando la musica finisce.

Parliamo delle tue esperienze di pubblicazioni, live, concerti o concorsi.

Ho avuto un percorso piuttosto particolare. Provengo dal canto lirico, con esibizioni su RAI 1 e riconoscimenti musicali nazionali. Successivamente ho maturato esperienze presso Virgin Radio e nel settore del publishing in collaborazione con Warner Music Italy. Sono stato Resident DJ nella nightlife milanese e, nel febbraio 2026, ho presentato un mio DJ set su Ibiza Global Radio. Tra le mie pubblicazioni figura anche Avocado Love.

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti o miglioreresti?

Credo che in Italia ci siano talenti straordinari. A volte, però, manca il coraggio di investire su artisti emergenti e progetti originali. Mi piacerebbe vedere maggiore meritocrazia, più spazio per la sperimentazione e maggiori opportunità per chi ha qualcosa di autentico da proporre.

Oltre al lavoro in promozione, quale altro brano ci consigli di ascoltare?

Sicuramente Avocado Love, una produzione che rappresenta un’altra sfumatura del mio percorso artistico. Consiglio anche di ascoltare il mio DJ set su Ibiza Global Radio, perché permette di comprendere meglio la mia selezione musicale e il modo in cui costruisco un’esperienza sul dancefloor.

Progetti a breve e lungo termine?

Nel breve periodo sto lavorando a nuove produzioni e collaborazioni discografiche, con l’obiettivo di aumentare la mia presenza nei club italiani e internazionali. A lungo termine vorrei consolidare COJABOY come un progetto riconoscibile nella scena Tech House e Minimal Deep-Tech, arrivando a esibirmi regolarmente nei principali club e festival del mondo. L’ambizione è grande, ma credo soprattutto nella costanza e nel lavoro quotidiano.

Di master