Con grande piacere diamo il benvenuto a Massimo De Simone , artista poliedrico che ci sorprende coi suoi prodigi artistici. Recentemente impegnato nella promozione del lavoro “Nonostante tutto e tutti”, approfondiamo con riconoscenza l’intervista a Massimo De Simone , grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! Avviciniamoci con garbo e curiosità al mondo musicale e personale, Massimo De Simone si svelerà con quelle che sono le collaborazioni, le esperienze, e i progetti futuri. Ma largo ai convenevoli, diamo un caloroso benvenuto a Massimo De Simone !

Com’è nata tua la passione per la musica?

Sin da bambino ascoltavo di tutto: musica classica, leggera, opera, musical, moderna.

L’innamoramento vero e proprio per la musica, tuttavia, è esploso con l’adolescenza. Stavo attraversando uno di quei momenti complicati in cui le parole non bastano o fanno solo confusione, e la vita cominciava a mettermi davanti a pesi troppo grandi per me. Ricordo che mi sedetti al pianoforte e improvvisai musica classica per ore. Gambe sullo sgabello, occhi chiusi e dita in movimento, e sentivo la mia essenza sollevarsi fino a toccare il soffitto.

Lì ho capito che la musica non era un semplice hobby o un talento da coltivare, ma un’estensione del mio corpo e della mia mente.

Con il tempo la spinta alla composizione si è estesa anche al musical e alla musica leggera.

 “Massimo De Simone ” vogliamo sapere di più dei tuoi superpoteri…! 

OOOOKKKKK!

  1. Teletrasporto Stilistico Istantaneo
  2. Sguardo ai Raggi “X” Drammaturgico
  3. Immunità al “Blocco del Compositore”
  4. Generatore Automatico di linee melodiche
  5. Arrangiatore Automatico Universale(ad esempio ho riarrangiato il Big Bang in tono minore perché “ha più pathos” 😉)

A volte l’ispirazione ti coglie quando meno te l’aspetti. È stato così per “Nonostante tutto e tutti”? 

Questo brano è un pezzo di carne viva, il vero manifesto della mia rinascita. Ho attraversato un periodo decisamente buio, uno di quelli in cui la vita ti toglie la terra sotto i piedi e ti spezza il cuore con perdite personali dolorose. In quel baratro, però, c’era una luce: un amore solido e autentico che mi ha tenuto ancorato alla realtà

Il lavoro è accompagnato da un video?

Sì, ed è pubblicato su YouTube. Realizzarlo è stata una sfida bellissima e una faticata pazzesca! Volevo che il video respirasse lo stesso contrasto della canzone. Le riprese dall’alto con il drone rappresentano il distacco, lo sguardo universale che rivolgiamo su noi stessi, facendoci vedere quanto siamo piccoli eppure interconnessi. L’acqua, invece, è l’elemento ancestrale della purificazione e della rinascita. Alternare inquadrature intime e strette – dove si legge tutta la fatica sul mio volto – a spazi macroscopici, come le potenti immagini urbane e la vastità del mare, serviva proprio a raccontare visivamente un isolamento che finalmente si trasforma in liberazione.

È prevista l’uscita di un disco?

Assolutamente sì! È prevista la stampa di un disco in vinile, per regalare una dimensione fisica, calda e “da toccare” alla mia musica, in contrapposizione alla sua esistenza eterea sulle piattaforme digitali.

Cos’è per te l’arte, la musica?

Per me l’arte e la musica sono libertà.

Arte e musica sono un unico, immenso oceano, un “Tutto” connesso alle matrici del multiverso: un luogo da cui proveniamo e al quale, prima o poi, torneremo. È una visione che ho raccontato proprio nel mio brano Nel tutto.

Mettere dei confini ad arte e musica, per me, è come mettere le sbarre a una finestra che si affaccia sulle stelle. Anche no, grazie!

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la tua arte?

Definisco la mia musica come un’alchimia tra arte, scienza, fantasia e trascendenza.

I principali temi che tratto sono i seguenti:

  1. Il bisogno di connessione umana contro l’isolamento digitale (ad esempio nei miei brani Web e Solitudine e Sogni e Voglie)
  2. L’innocenza dei bambini (ad esempio nel brano La canzone dei pianeti)
  3. Il rifiuto della guerra (ad esempio nel brano Il soave assolo)
  4. I legami familiari (ad esempio nel brano Stringhe di Energia)
  5. La dimensione onirica (ad esempio nei brani Valzer onirico e Quasar viola)

Cerco di trasmettere i seguenti messaggi:

  1. Non arrendersi al cinismo e all’isolamento moderno
  2. Riscoprire l’empatia, la meraviglia e il valore dei legami affettivi.

 


Parliamo delle tue pregiate esperienze di pubblicazioni, live, concerti o concorsi?

Ho una solida esperienza di live nei locali del Centro Italia, sviluppata capillarmente nel circuito indipendente, esibendomi regolarmente in club, festival e manifestazioni dedicate alla canzone d’autore.

Per quanto riguarda i concorsi ricordo in particolare la selezione alla fase finale per il Premio Bertoli, che è stato motivo di orgoglio immenso, perché è un concorso che celebra la canzone d’autore con un forte spessore sociale, un valore in cui credo tantissimo. Inoltre mi ha particolare colpito l’esperienza con il Premio Poggio Bustone, nel nome di Lucio Battisti, mi ha spinto ì invece a curare la melodia e la struttura autoriale ai massimi livelli.

Ho vissuto una bellissima esperienza, per la qualità organizzativa e i riscontri positivi che mi sono stati manifestati, al Concorso Musica è.

Ho Inoltre partecipato a Casa Sanremo, durante la settimana del Festival, ed è stata un’esplosione di energia diversa: una vetrina frenetica, stimolante, un’opportunità bellissima per far arrivare la mia dimensione live a una platea enorme di addetti ai lavori e appassionati. Ognuno di questi palchi mi ha confermato una cosa: c’è ancora un grande bisogno di canzoni che sappiano far riflettere e, soprattutto, che sappiano emozionare.

Immaginiamo di riaprire i microfoni nel nostro studio per entrare nel dettaglio della mia produzione digitale. Ecco la panoramica completa delle mie canzoni disponibili su Spotify, raccontata traccia dopo traccia.

La mia pagina Spotify è un diario di viaggio in cui si alternano canzoni intime, riflessioni sociali e veri e propri voli della fantasia. Se guardiamo l’elenco completo dei brani che ho pubblicato e che le persone possono ascoltare in streaming, troviamo una scaletta ben precisa:

Nonostante tutto e tutti: È il mio singolo più recente, uscito proprio a metà maggio 2026. È una traccia pop-rock intensa, che parla di resilienza e della capacità tutta umana di rinascere anche quando tutto sembra crollare.

Sogni e voglie: Una canzone pop-rock a cui tengo molto, uscita a fine 2024, incentrata sul bisogno profondo di ritrovare contatti umani veri in un mondo dominato dagli schermi.

Natale è qua: Pubblicata sempre nel periodo natalizio del 2024. una parentesi calda per celebrare gli affetti e la condivisione.

La canzone dei pianeti: Dedicata al rapporto padre-figlio, un viaggio immaginario nello spazio che usa il tempo e la fantasia come metafore di crescita.

Il soave assolo: Il brano sulla purezza dei bambini contrapposta all’assurdità della guerra. Su Spotify è presente anche nella sua veste speciale Live Studio Version, registrata in presa diretta per preservarne l’impatto emotivo.

La linea di Kàrmàn: Un pezzo sui generis, nato tra i panorami di un volo Roma-Bangkok e i binari di un treno. Parla del confine ideale tra l’atmosfera terrestre e lo spazio profondo, dove i limiti della fisica spariscono e la realtà si fonde con il sogno.

Valzer onirico: la storia di un amore che vince il tempo, e si rende immortale nella dimensione del sogno.

Fata Scintilla: fortemente legata alla dimensiona della fiaba, realizzata insieme a mio figlio, mio nipote e mia sorella.

Web e solitudine (che anticipava le riflessioni poi confluite in Sogni e voglie).

Quasar viola, La linea di Kàrmàn, Stringhe di energia, Danza Aliena, Antimateria, nel Tutto, Babela Sumela: tracce dove la scienza, l’astrofisica e l’elettronica diventano metafore poetiche per raccontare gli stati d’animo.

I giardini delle favole, Pianoforte mio  Estasi di luce, la Tua voce: pezzi in cui lo strumento acustico e le melodie aperte sono assoluti protagonisti.

Nel tutto, Babela Sumela, Spogliati l’anima, Laila e La tua voce…

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti? 

C’è tantissimo fermento e una fluidità pazzesca, il che è fantastico. A volte, però, ho l’impressione che si rincorra un po’ troppo l’algoritmo e la gratificazione istantanea da “consumo rapido” sui social, sacrificando la longevità dei pezzi.

Se avessi la bacchetta magica, vorrei più coraggio di osare: più strutture armoniche complesse e più musica suonata per davvero. Abbiamo bisogno di canzoni che restino nel tempo, non di tracce che scalano le playlist per due settimane e poi svaniscono nel nulla.

E poi c’è l’incalzare dell’Intelligenza Artificiale. Personalmente, mi sento lontanissimo da questo mondo: sono convinto che l’emozione autentica venga instillata nell’opera direttamente dall’anima di chi la scrive. I brani generati dagli algoritmi rischiano di essere – per dirla alla Cocciante – solo “belli senz’anima”.

Oltre al lavoro in promozione quale altro brano ci consigli di ascoltare?

A chi vuole iniziare a conoscermi, consiglio di recuperare i miei lavori precedenti legati alla mia anima più “metafisica” come Antimateria, Nel tutto o Stringhe di energia, oppure di immergersi nelle atmosfere surreali di Quasar viola. Se amate le storie, ci sono le fiabe di Fata Scintilla o il mondo futuristico di Babela Sumela (dove, piccola sorpresa, canta mio figlio di dieci anni!). Per i più romantici, invece, consiglio Sogni e voglie, Laila e La canzone dei pianeti. Ce ne sono altri ancora… vi invito a cercarli sulle piattaforme digitali!

Quali sono i tuoi programmi futuri?

Per il resto del 2026 sarò blindato in studio per terminare le produzioni di due brani che probabilmente chiuderanno il ciclo di quest’anno, vorrei spoilerare di più ma non posso, anticipo soltanto che rappresenteranno un “viaggio nello spazio” e “un viaggio nel tempo”. Il mio grande desiderio è presentare tutti i miei brani in un tour live, nel 2027, riarrangiati in versioni più acustiche.

Di master