Tête-à-tête con Jumelle eccezionale artista

Onorati e privilegiati, diamo il benvenuto a Jumelle , artista poliedrica che sta spopolando nelle piattaforme musicali. Recentemente impegnata nella promozione del lavoro “Candy Crush”, pubblichiamo con estremo interesse l’intervista a Jumelle , grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! Affronteremo perciò aspetti musicali e di vita, Jumelle si svelerà con quelle che sono le collaborazioni, le esperienze, e i progetti futuri. Andiamo a capofitto a fondo e diamo un caloroso benvenuto a Jumelle !

Com’è nata la tua passione per la musica?

La mia passione per la musica è nata quando ero molto piccola e si è sviluppata attraverso influenze diverse. Dai musical, come Notre Dame de Paris, il cui CD ascoltavo ogni domenica in macchina mentre andavo dalla nonna, alle pop star dell’epoca, da Britney Spears alle icone Disney, come Vanessa Hudgens, Ashley Tisdale, Hilary Duff; ma anche tanta musica classica, musica degli anni 60, 80 e 90, tramite i CD dei miei genitori.

Descrivi “Jumelle” e il suo personaggio, i suoi pregi e i suoi difetti.

Jumelle rappresenta la parte di me più esuberante, libera, ironica e sensuale. Il suo pregio più grande è sicuramente la capacità di spingermi fuori dalla mia zona di comfort, aiutandomi a osare di più. Allo stesso tempo, può essere molto perfezionista e ansiosa, curando ogni dettaglio di ciò che fa, della sua immagine e dei suoi pezzi in modo quasi maniacale.

Come descriveresti la nascita di “Candy Crush”?

Candy Crush nasce dal desiderio di riprendere il controllo della propria vita sentimentale dopo una rottura, trasformando il dolore in un gioco. Scegliere, scartare e concedersi nuove possibilità senza prendersi troppo sul serio diventa un modo per proteggersi dalla vulnerabilità e riscrivere la propria storia, riconquistando il potere che si sentiva di aver perso. Nel creare la canzone mi piaceva l’idea di raccontare il mondo del dating dal punto di vista femminile, con tanta scelta ma poi pochissime opzioni realmente valide.

Il lavoro è accompagnato da un video?

Sì, Candy Crush è il mio primo videoclip musicale. Ho voluto creare un universo visivo che rispecchiasse il senso di gioco e seduzione del brano, attraverso bolle di sapone, colori pastello e lecca-lecca. Il risultato riflette pienamente il mio stile e la mia estetica. Sono una persona molto visiva: spesso parto da un dettaglio, come un colore o un outfit, per sviluppare un intero immaginario che accompagni e valorizzi la canzone.

E l’album da cui è estratto? Oppure è in cantiere un album che lo conterrà?

Per il momento, Candy Crush rimane un singolo. Come ogni mio lavoro, ha uno stile ben definito e racchiude, come in una bolla, un’esperienza precisa. Al momento mi piace pensare ad ogni mio brano come un piccolo mondo a sé, collegato agli altri da un inevitabile fil rouge ma ben distinto per stile ed estetica. Non escludo, però, di sviluppare in futuro un progetto più ampio che possa includerlo.

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la tua arte?

Mi piace l’idea che ogni canzone possa condividere un piccolo frammento di me, del mio vissuto e delle esperienze che hanno contribuito a costruire la mia identità. Credo che la mia cifra distintiva sia una comunicazione leggera e immediata, dietro la quale si nascondono una forte introspezione e una costante riflessione personale.

Parliamo delle tue pregiate esperienze di pubblicazioni, live, concerti o concorsi.

Nel 2023 ho partecipato al festival Ivisionatici a Roma e alla sesta edizione del talent show The Coach. Nello stesso periodo ho realizzato il mio primo EP, Fleurs du Mal, ispirato all’omonima raccolta poetica di Baudelaire e realizzato in collaborazione con il mio amico e compositore Enrico Marcucci. Nel 2025 mi sono dedicata alla produzione dei miei primi singoli e, a dicembre, ho partecipato al Concerto di Natale di Rosso al Tramonto, trasmesso su TV Gold.

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?

Credo che la scena musicale italiana ospiti artisti molto validi, capaci di distinguersi per identità e preparazione tecnica. Se potessi cambiare qualcosa, darei maggiore spazio alla qualità vocale e alla preparazione artistica, valorizzando chi investe nello studio e nella tecnica. Penso che, soprattutto in alcuni ambiti della trap, questo aspetto venga spesso messo in secondo piano. La personalità fa tanto, ma credo che per qualsiasi altro mestiere, è importante che ci sia di base competenza professionale.

Oltre al lavoro in promozione quale altro brano ci consigli di ascoltare?

Vi consiglio Happy Birthday My Ex Lover, il mio primo brano in inglese, pubblicato quest’anno. È una canzone fortemente autobiografica, in cui uso l’augurio di buon compleanno come pretesto per riflettere sulla fine di una relazione: un modo per ripercorrere ciò che è successo e dare finalmente voce a tutto quello che, dal momento della rottura, non ho avuto la possibilità di esprimere. Il brano è caratterizzato da sonorità dal gusto rétro anni ’50 e da uno stile che si discosta dai miei lavori precedenti.

Quali sono i tuoi programmi futuri?

Il mio obiettivo è continuare a pubblicare musica e raccontare nuove parti di me e della mia storia. Vorrei realizzare brani sempre più introspettivi, sperimentando contaminazioni tra generi diversi e lasciando spazio a nuove sfumature della mia identità artistica. E, naturalmente, mi piacerebbe portare la mia musica dal vivo e fare qualche live!

Di master