Quattro chiacchiere col talento puro di Josei

Straordinaria e interessante intervista oggi a Josei , artista poliedrico che raccoglie consensi a go-go. Recentemente impegnato nella promozione del lavoro “Tra me e me”, leggiamo con senso di empatia l’intervista a Josei , grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! Entriamo più a fondo nella vita e nelle opere, Josei si svelerà con quelle che sono le collaborazioni, le esperienze, e i progetti futuri. Entriamo nel vivo dell’intervista e diamo un caloroso benvenuto a Josei !

Com’è nata tua la passione per la musica?

«La mia passione per la musica nasce da piccolino. Provengo da una famiglia di musicisti ed ho sempre avuto la musica nel sangue vedendo tutti i concerti di mio padre e di mia madre in Italia e in giro per il mondo. Da piccolino mi divertivo a suonare le sigle dei cartoni animati al pianoforte ad orecchio, tanto che mia mamma rimaneva stupita da tutto ciò.»

Descrivi “Josei ” e il suo personaggio, i suoi pregi e i suoi difetti

«Josei è un personaggio che è ben definito ma allo stesso tempo è in fase di costruzione. È un personaggio estroverso, che sa stare in mezzo alla gente e al pubblico, lo reputo anche un personaggio forte. Al contempo però è un personaggio che mostra diverse fragilità e cerca di metterle in musica.»

Come descriveresti la nascita di “Tra me e me”?

«La nascita di “Tra me e me” per me è molto importante. La canzone nasce da una relazione che non ho vissuto io in prima persona ma che hanno vissuto due miei amici che non si sono mai trovati nel momento giusto. Quest’estate, dopo l’ennesima volta che sentivo parlare di questa relazione che non funzionava e del fatto che non si riusciva a trovare un modo, ho sentito il bisogno di farci un pezzo, è stata una cosa molto naturale, tant’è che la canzone è nata in 20 minuti di notte.»

Si sa che un’immagine vale più di mille parole, ma le note non sono da meno! II lavoro è stato valorizzato da una clip?

«Attualmente no, questo brano non è stato valorizzato da una clip. Ci lavoreremo per i prossimi brani.»

II lavoro sarà contenuto in un EP/Album?

«Passo per passo costruiremo tutto, anche un EP, oppure un album. La mia priorità ora è fare musica che possa colpire e far emozionare l’ascoltatore. Sicuramente questo brano e i prossimi rientreranno in un progetto più ampio e più grande. Tempo al tempo!»

In salita o in discesa. I percorsi artistici si sviluppano sempre tra mille peripezie, vuoi raccontarcele?

«Il mio percorso artistico, come hai ben detto, si è sviluppato tra mille peripezie. Da piccolino prendevo lezioni di pianoforte classico con mio nonno paterno. Solo che, ad un certo punto, sentivo il bisogno di cambiare stimoli e di essere un ragazzo che voleva divertirsi. Durante il periodo delle medie questo stimolo è arrivato. La mia scuola media era adibita ad indirizzo musicale, e quindi ho ben deciso di incominciare ad imparare un nuovo strumento, la chitarra. Ad un certo punto della mia vita però, il mio rapporto con la musica ha subito un cambiamento drastico, poiché sentivo che tutto era un peso e che non facevo realmente ciò che volevo fare, ho trovato altre passioni come il telecronista, l’animatore, però alla fine è la musica che è tornata da me, proprio dal pianoforte. “Ringrazio” Lazza e le sue versioni “piano solo” che mi hanno fatto innamorare nuovamente di questo mondo. Magari chissà, un giorno potremmo anche collaborare insieme, sarebbe un sogno.»

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la tua arte?

«Attravésso la mia musica voglio esprimere al meglio chi sono realmente. Per me è la musica è una valvola di sfogo, se così possiamo dire. Poi ovviamente il mio obiettivo principale è quello di far emozionare l’ascoltatore attraverso ciò che scrivo.

mi fa piacere quando una persona viene da me e mi dice che si è emozionata con la mia musica, che si è sentita presa in causa, immedesimata. Quest’aspetto mi ispira sempre di più a continuare verso la mia strada.»

Parliamo delle tue pregiate esperienze di pubblicazioni, live, concerti o concorsi?

«Grazie ai miei genitori, entrambi musicisti, ho avuto la fortuna di calcare il palco e di avvicinarmi al mondo della musica già da piccolino. Con papà ho inciso in molti dei suoi dischi come “as above so below” e “frida en silencio”, e con mamma ho avuto l’opportunità di esibirmi molte volte attraverso la sua scuola di canto “Kairos art space”. Inoltre ho avuto l’opportunità di suonare con la OSEM (orchestra sinfonica dello Stato del Messico) in Messico, con mio padre e il suo gruppo, davanti a più di 2000 persone, e inoltre ho avuto il piacere di condividere il palco con Serena brancale nella rassegna “around jazz” a Roma nel 2021, sempre con un progetto di mio padre. Sarò sempre grato per la formazione che ho ricevuto e che ancora sto ricevendo.»

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?

«La scena musicale italiana, dal mio punto di vista, è ampia e valida. Mi piace molto la nuova generazione pop. Per quanto riguarda l’ambiente rap e urban lo ascolto volentieri. Devo dire che ho un debole per Lazza, che ho avuto il piacere di incontrare dopo un concerto a Roma, persona d’oro. L’unica cosa che cambierei è la tempistica nel lanciare un’artista. Con i ritmi che corrono oggi si rischia sempre di più di “bruciare” un artista e il messaggio che vuole trasmettere.»

Oltre al lavoro in promozione quale altro brano ci consigli di ascoltare?

«Vi consiglio di ascoltare i miei due brani precedenti a questo! Ovvero “semplicemente tu” e “SEMPRE DRITTO”, non ve ne pentirete!!»

Progetti a breve e lungo termine?

«Per ora penso alla mia musica, tutto ciò che verrà sarà una conseguenza del lavoro svolto.»

Di master