Intervista a quattro occhi con Sambiglion formidabile artista

Straordinaria e interessante intervista oggi a Sambiglion , artista poliedrico che sta raccogliendo consensi crescenti nel pubblico italiano. Recentemente impegnato nella promozione del lavoro “Senza Dire Niente”, leggiamo con curiosità l’intervista a Sambiglion , grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! Avviciniamoci con garbo e curiosità al mondo musicale e personale, Sambiglion ci racconterà con quelle che sono le collaborazioni, le esperienze, e i progetti futuri. Entriamo nel vivo dell’intervista e diamo un caloroso benvenuto a Sambiglion !

Com’è nata la tua passione per la musica?

In casa si è sempre ascoltato musica. Non andavo ancora alle elementari e mi ipnotizzavo davanti alle casse ascoltando Cuccuruccucù.

Usa tre aggettivi (e perché) per descrivere “Sambiglion” e il suo personaggio…

Coraggioso, affrontava le tigri corpo a corpo; Libero, non aveva padroni, sceglieva il clan a cui appartenere; Superbo, viene definito il superbo Malese, dettava lui le leggi da rispettare.

A volte l’ispirazione ti coglie quando meno te l’aspetti. È stato così per “Senza Dire Niente”?

A volte una frase gira in testa, anche per delle settimane, finchè arriva il momento di massima forza, a quel punto prendo in mano la penna e un foglio bianco.

Il lavoro sarà contenuto in un EP/Album?

Il progetto è un album di 8 brani dal titolo Ozio. L’8 è il numero che prediligo per un album, richiama l’ottava, richiama la nostalgia del vinile Lato A – Lato B e soprattutto è il numero che raffigura la ciclicità.

Com’è stato il percorso dall’esordio ad oggi?

Pieno di ostacoli, che piano piano sto schivando, sto affrontando e a volte li tengo lì, quasi mi fanno compagnia.

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la tua arte?

Io racconto le tappe e le consapevolezze di un individuo che è alla ricerca della verità, con dubbi e incertezze del caso.

Parliamo delle tue pregiate esperienze di pubblicazioni, live, concerti o concorsi?

Ho avuto l’onore di suonare e cantare un piccolo repertorio di De Andrè alla presentazione del libro di Dori Ghezzi e posso annoverare una finale all’Alcatraz di Emergenza Festival, noto contest Rock.

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?

Io penso che come ogni epoca, la corrente principale dell’arte rispecchia il livello evolutivo del popolo ma non mi pongo il problema perché oggi è molto più semplice ricercare quello che più risuona con ognuno. Quindi direi che va benissimo tutto com’è.

Oltre al lavoro in promozione quale altro brano ci consigli di ascoltare?

Che colpa ho io direi che può essere un ottimo ascolto, racconta di un ragazzo che si ferma a guardare quello che ha fatto, quello che non ha fatto e soprattutto quello che non è stato possibile fare e semplicemente lo accetta.

Progetti a breve e lungo termine?

Sto lavorando ad un concerto molto intimo e se si può dire interattivo, basato su immagini e simboli. Non ho ancora ben chiaro il titolo ma ci sto lavorando. Non voglio svelare troppo, spero di vedervi numerosi a provare l’esperienza.

Di master