Con grande riconoscenza diamo il benvenuto a Br3nd , artista poliedrico che ci vizia e seduce con la sua arte. Recentemente impegnato nella promozione del lavoro “Letto di vetro”, condividiamo con piacere l’intervista a Br3nd , grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! Avviciniamoci con garbo e curiosità al mondo musicale e personale, Br3nd ci condividerà con quelle che sono le collaborazioni, le esperienze, e i progetti futuri. Tuffiamoci in questo mondo speciale e diamo un caloroso benvenuto a Br3nd !

Com’è nata tua la passione per la musica?

La mia passione per la musica nasce fin da piccolo, sono stato abituato principalmente da mia madre ad ascoltare musica e a cantare. Poi crescendo mi sono accorto che il cantare storie di altri non mi bastava più, volevo cantare qualcosa che mi rispecchiasse ed esprimere quelle che sono le mie esperienze, paure ed emozioni.

Descrivi “Br3nd ” e il suo personaggio, i suoi pregi e i suoi difetti.

“Br3nd” è un artista classe 2005 che caratterizza il suo personaggio tramite i suoi sound che mescolano i testi rap a delle musicalità pop. Sicuramente uno dei sui pregi è la sua versatilità, riesce a sfruttare qualsiasi tipo di beat ma d’altro canto questa sua versatilità lo porta a essere poco categorizzatile non rientrando né nel rap né nel pop.

Prima l’uovo (il testo) o la gallina (la musica). Com’è stato il processo di creazione di “Letto di vetro”?

Beh diciamo che solitamente io mi faccio ispirare sempre dalla musica, mi faccio trasportare un po’ da quello che mi trasmette la tonalità di un beat, e “Letto di vetro” non si è distinta diversamente perchè è nata proprio da un piano che ho ascoltato e da quello ho iniziato a scrivere il testo. Quindi prima la gallina!

E com’è nato il suo videoclip?

È nato dalla volontà di creare un dualismo in cui una parte trasmetteva le paure e fragilità di cui canto mentre dall’altro il fatto che si prova sempre a riemergere da quelli che possono essere i problemi. La torre che si vede nel video è stata scelta accuratamente e posso dire che abbinata alle scene nella terrazza crea proprio quello che era l’intento iniziale.

Il lavoro fa parte di una serie di uscite che culminerà in un disco?

No, questo è un lavoro a sé che è uscito come singolo, però posso dire che questo progetto mi ha portato ad inziare un qualcosa di un po’ più in grande, quindi work in progress.

In salita o in discesa. I percorsi artistici si sviluppano sempre tra mille peripezie, vuoi raccontarcele?

Se devo essere sincero il mio percorso fino ad ora è stato in perenne crescita, sono migliorato di anno in anno, continuando a scrivere e a provarci ed ora inizio a vedere dei piccoli risultati. Però non voglio illudermi che sarà sempre così: ci saranno periodi sicuramente no, ma so benissimo che io canterei e scriverei anche senza risultati e questo mi basta.

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la tua arte?

Io vorrei che le persone si ascoltassero una mia canzone e ci si catapultassero dentro, trasferendo le loro esperienze nelle mie parole in modo da poter cogliere in ogni strofa un qualcosa che li faccia riflettere o ricordare di qualcosa.

Parliamo delle tue pregiate esperienze di pubblicazioni, live, concerti o concorsi?

Fino ad ora vengo già da alcune uscite e Contest a cui ho partecipato. L’8 giugno dell’anno scorso sono uscito con il mio primo album che ha dentro 8 tracce fondamentali da ascoltare se veramente volete ascoltare “Br3nd”. Nel mio percorso poi ho anche 4 singoli usciti, alcuni dei quali li ho portati ai Contest a cui ho partecipato, tra cui il Musiclabcontest (un Contest che si svolge nelle vicinanze di Roma) e al Contest Je so pazzo, concorso nazionale a cui purtroppo sono riuscito ad arrivare fino alle semifinali.

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?

Al momento si stanno creando nella scena italiana nuove scuole di musica a cui non eravamo/siamo abituati a sentire. Inoltre ultimamente sto vedendo un certo miglioramento rispetto agli ultimi anni, ovvero che finalmente si sta tornando a dare tanta importanza al contenuto delle canzoni, si ascoltano molto più i testi, e l’identità artistica non è più caratterizzata da chi è più “figo” ma da chi a qualcosa da raccontare. Ora come ora l’unica cosa che vorrei vedere è una maggiore apertura fuori dall’Italia, purtroppo gli artisti italiani spesso e volentieri rimangono chiusi in Italia senza allargare gli orizzonti fuori dove magari categorie come il “rap”, per esempio, sono molto più apprezzate e c’è più conoscenza.

Oltre al lavoro in promozione quale altro brano ci consigli di ascoltare?

Per farvi capire al meglio quello che voglio esprimere con il mio personaggio io consiglio l’ascolto di due canzoni presenti nell’album “8”, ovvero “Luci della città” e “Amore vissuto”.

Sorprese e anticipazioni. Cosa bolle in pentola e a cosa stai lavorando?

Eh, non voglio anticipare troppo ma diciamo che insieme al mio producer stiamo preparando qualcosa, non so ancora quando e cosa uscirà però diciamo che qualcosa si muove.

Di master